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Rivolta in Siria: la strage degli innocenti

Paolo Beneventi avatar Sabato 3 Dicembre 2011, 18:20 in MONDO di Paolo Beneventi

Nel solo mese di novembre, sarebbero 56 i bambini e gli adolescenti uccisi in Siria, per un totale di 307 vittime minori dall'inizio delle rivolte e della repressione. Ma si denunciano episodi di violenza frequenti anche nelle scuole.

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L'altro giorno a Ginevra Paulo Pinheiro, presidente della Commissione internazionale di inchiesta indipendente sulla Siria istituita dal Consiglio Onu sui diritti umani, ha denunciato che nel solo mese di novembre sarebbero 56 i bambini e gli adolescenti uccisi, per un totale, secondo ''fonti attendibili'', di 307 vittime minori dall'inizio delle rivolte e della repressione, su un totale di circa 3500.

Vento nuovo ma contraddittorio e spesso tragico quello che soffia in questo 2011 nel mondo arabo. In Siria in particolare, il braccio di ferro violento con il regime sembra non avere fine. A maggio, i dimostranti portavano cartelli con la fotografia del tredicenne Hamza al Khatib, arrestato durante una manifestazione e restituito cadavere.

Ma la violenza sui bambini pare un problema che va ben oltre le vicende politiche recenti e si lega ad una tradizione di educazione repressiva ancora fortemente radicata. In un video del settembre dell'anno scorso girato in una scuola, si vedono bambini «costretti a sedersi su una sedia di plastica e ad aprire le mani. Una delle insegnanti, armata di un grosso bastone di legno, colpisce gli arti dei ragazzi con grande violenza. Sul volto dei piccini traspaiono dolore e orrore. (...) il video ha suscitato grande scalpore tra gli utenti siriani ed è stato creato anche un gruppo su Facebook per identificare le autrici di queste violenze. Anche il Ministero dell'Istruzione siriano ha fatto sapere che sta seguendo il caso e intende punire le due insegnanti».

Tuttavia, secondo Bassam Alkadi, direttore dell'Osservatorio sulle donne siriane, non si tratta affatto di un caso eccezionale: «In Siria questa violenza non sciocca nessuno. E' chiaro dal filmato che le due istitutrici sanno di essere filmate e non cercano di nascondere le violenze che stanno commettendo sui bambini, perché per loro è una cosa normale» 

 

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