Alla scoperta del villaggio globale
Questa intervista a Yoshi Oida è stata ripresa nel blog di psicologia on line di Alessandro Lombardo con il titolo "Il gioco del teatro".
Chi ha pratica di animazione teatrale con i bambini, sa che la loro confidenza con il linguaggio del corpo e della scena può essere almeno pari a quella che hanno con i telefonini. Nativi teatrali dunque, con la differenza che in questo caso non si appiattiscono nervosamente su comportamenti standard di consumo determinati dal mercato, ma tirano fuori da se stessi risorse sempre nuove e sorprendenti e si scoprono protagonisti insieme con gli altri, attivi e soddisfatti. Una cosa che fa bene anche alla salute, e che non li fa apparire inconoscibili alle generazioni precedenti ma anzi, favorisce un livello di comunicazione eccellente!
Funziona anche con i gruppi di adulti, e Yoshi Oida, che fa teatro da quando aveva 12 anni ci racconta delle domande che fa al suo "pubblico".
Alcune domande hanno una origine antica, quelle che già il maestro poneva agli allievi in un monastero zen del 12° secolo, durante le sedute di meditazione, e hanno anche un nome: Koan. "Quando voi battete le mani, quale suono viene dalla mano destra e quale dalla mano sinistra?" Ci si può pensare per 2, 5, 10 anni, senza trovare una risposta!
Poi ovviamente si va oltre, ma intanto qualcosa si è mosso nella testa dei partecipanti, adulti o bambini che siano: un processo creativo di cui ognuno è inventore e attore, a partire da quello che è, senza modelli esterni da raggiungere o a cui adeguarsi. Poche esperienze sono di così immediata e sicura soddisfazione.