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Giornalisti in mezz'ora!

Paolo Beneventi avatar Venerdì 29 Ottobre 2010, 14:15 in ANIMAZIONE, CULTURA, TECNOLOGIA di Paolo Beneventi

Non me ne voglia Bruno Vespa, ma questo è esattamente il tempo che c'è voluto, per ogni gruppo di bambini, 5 per volta, dagli 8 agli 11 anni, per realizzare questo TG. Non li avevo mai visti prima, per lo più non si conoscevano tra di loro. L'occasione era il festival di Tuttestorie, a Cagliari: "Bambini, qui ci sono due videocamere. Cercate di muoverle il meno possibile, fate riprese corte, non usate lo zoom mentre registrate! E raccontate quello che succede qui, come i giornalisti di un telegiornale!"

Dal punto di vista della didattica del mezzo mancavano due cose fondamentali: 1. la presenza iniziale di un treppiede, che avrebbe dovuto esserci (piccolo intoppo in una organizzazione per il resto impeccabile!); magari si usa poco in questi casi, ma già suggerisce la naturale "perfezione" delle riprese stabili. 2. la possibilità di rivedere subito quello che si è girato, per apprezzare le cose belle e soprattutto rendersi conto degli gli errori.

Dati questi due elementi (il massimo sarebbero un paio di incontri di animazione teatrale preliminari!) durante un eventuale passaggio successivo, già si registrerebbe nei bambini cameramen un notevole salto di qualità. Questo è però è quanto si può ottenere dai bambini prima di incominciare a insegnare la tecnica. Ci si basa sulla loro familiarità col mezzo (da consumatori, che però non è poco) e soprattutto sulla loro capacità di giocare la nostra proposta. Il montaggio in questa fase va ovviamente fatto da un adulto, il più possibile a regola d'arte. Per i bambini deve essere l'esempio della qualità che si può ottenere nel prodotto finale, qualità "compatibile" con il cinema e la televisione commerciale e ottenibile con mezzi a disposizione di chiunque.

E' uno stimolo, un modello a cui ispirarsi, nel momento in cui anche loro incominceranno a tagliare e a incollare le scene, consapevoli che solo con molto esercizio ed esperienza si diventa bravi, ma che comunque tutti ci possono provare e ottenere molto presto qualcosa di decente.

Non si tratta di trasformare ogni bambino in un filmaker, ma di un momento irrinunciabile di alfabetizzazione, se non vogliamo rassegnarci a nuove generazioni capaci solo di consumare il cinema degli effetti speciali e il grande fratello.

Gioco "istintivo" quindi, ma non padronanza del video istintiva. La maggior parte delle cose che gli adolescenti mettono su YouTube fanno assolutamente pena, peggio dei Super 8 dei loro nonni! Da soli non arrivano da nessuna parte, servono adulti che li ascoltino, li aiutino a giocare e a esprimersi e poi, in un contesto di collaborazione piuttosto che trasmissivo, comunque insegnino!

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