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C'era una volta un burattino, che ora vive sul web

Paolo Beneventi avatar Mercoledì 8 Settembre 2010, 19:00 in CULTURA, PRODURRE di Paolo Beneventi

PinocchioIl comunicato viaggia per ora in 4 lingue: italiano, inglese, francese e portoghese. In realtà è una chiamata a raccolta, come dire: c'è questa cosa bella e interessante e chi ha qualcosa da metterci si faccia vivo e partecipi. In perfetta sintonia con lo spirito del web 2. E le cose si stanno muovendo, su Facebook e su Rob&ide, ma anche su Altrascuola, sul blog di Linda Giannini, eTwinning e altri: storie, immagini, video, fiabe sonore, Pinocchio a punto croce, e chi più ne ha più ne metta: «Il Progetto, avviato in diverse forme ormai da anni, di volta in volta aggiornato ed arricchito dalle news del 2.0, coinvolge e raccoglie materiale informativo, immagini, disegni, free software, robotica, mondi virtuali, foto, "storie divergenti", suggerimenti, canzoni, filmati, ricordi, curiosità, giochi, link vari. Trae le sue origini da Pinocchio e suoi simili, come Coppelia, Narnia, insomma da tutti quegli oggetti/soggetti inanimati che come per magia, prendono vita (o più vite) grazie ai molti ponti che collegano studenti dalla scuola dell'Infanzia all'università, italiani e non. Fantasia e creatività costituiscono i punti di forza».

C'è questa potenzialità enorme nel web 2, finora poco sfruttata, perché non siamo ancora abituati a utilizzare la rete per fare, ma si solito ci fermiamo alla testimonianza, allo scambio di informazioni, e occorre un salto di qualità per capire veramente che si può produrre insieme. Se però alla base ci sta un'idea forte, oppure un personaggio e storie che stabilmente vivono nell'immaginario di adulti e bambini, allora probabilmente è più facile. Ci si sente meno marziani, meno artificiosamente divisi tra «nativi» e «immigrati» digitali , ed è la volta che riscopriamo il piacere di costruire qualcosa di veramente bello. E non sarà più solo pavoneggiarsi con gli ultimi gadget tecnologici, o viceversa sentirsi una volta di più irrimediabilmente tagliati fuori. Perché le risorse, grazie anche a Pinocchio e ad altri come lui, o come noi, stanno dentro nelle persone, nella loro capacità e voglia di collaborare, di esserci, di vivere.

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