Alla scoperta del villaggio globale
Linda Giannini mi segnala una illustre, interessante polemica: "Se il piccino ancora non sa scrivere ma in compenso naviga su internet meglio di suo padre, c'è poco da rallegrarsi. Difficilmente sarà il genio della famiglia, anzi il suo rendimento scolastico potrebbe essere compromesso. La previsione è di un eminente psicologo della Royal Society of Medicine, che chiede al governo inglese di intervenire. Vietando, o almeno limitando l' uso del computer per i bambini sotto i 9 anni".
Chi mi segue un po' in questo blog, saprà che io da quasi 20 anni faccio lavorare con il computer bambini anche molto piccoli. E anche che non credo assolutamente in quella storia, che a suo tempo è stata forse una simpatica metafora, ma che ora è solo una panzana, commercialmente redditizia e educativamente nefasta, dei nativi digitali. Il problema, tanto per cambiare, non sta nel mezzo, ma nel modo di utilizzarlo.
Se i computer sono quelli che conoscono i bambini del 2010 - definiti esclusivamente da un mercato che sostanzialmente le escogita tutte per vendere il più possibile oggi, non avendo idea di quello che succederà domani - allora sono d'accordo con lui: gli utenti, adulti o bambini che siano, fondamentalmente rincretiniscono. Se invece i computer sono - come in effetti hanno dimostrato di poter essere - un insieme infinito di possibilità e funzioni, tra cui, a partire dall'esperienza e da un apprendimento basato sul fare, si possono scegliere quelle che ci servono per conoscere meglio il mondo, produrre e comunicare, allora sono uno strumento potentissimo che i bambini anche piccoli sono in grado maneggiare in modo meraviglioso.
Il problema non sono i computer, ma è la scuola, che a livello mondiale - anche in quei paesi che non hanno la Gelmini! - non riesce a superare in avanti la crisi del sapere trasmissivo. Negli anni Novanta proprio i computer hanno offerto soluzioni eccellenti verso una pedagogia del fare, o oggi la rete ci offre soluzioni ottime per comunicare. Certo, se poi noi umani non sappiamo utilizzare i computer né per fare, né per comunicare , è facile dare la colpa alle macchine...
alle 10:28
luigi
troppo interessante