Alla scoperta del villaggio globale
Per ora sono in vendita solo in Svizzera, prodotti dalla Lamprecht, nel cui catalogo on line comunque ancora non compaiono.
La maggior parte degli interventi sul blog spagnolo su cui per la prima volta ho letto la notizia esprimono dubbi e perplessità sul fatto che davvero siano stati pensati per «bambini di 12 anni sessualmente attivi». La scena che si prospetta è del tale che entra in farmacia e, scegliendo la confezione, con un sorrisino imbarazzato abbozza: «Sono per mio figlio...»
Un altro blogger, americano, commenta: «La sessualizzazione dei bambini continua», mentre Hilary Pannack, che si occupa delle gravidanze delle giovanissime, particolarmente frequenti nel Regno Unito, commenta: «Sappiamo che i giovanissimi fanno sesso e se questo è quello che ci vuole per proteggerli, allora può servire».
Chi commenta: «Noi a 12 anni anni giocavamo con le figurine!» Chi ribatte: «Noi a 16 eravamo sempre in cerca di ragazze e non in casa davanti alla playstation!»
Il mito di una adolescenza sempre più precoce, che sconcerta il mondo adulto, aleggia sulla nostra società senza memoria almeno dagli anni Sessanta quando, dopo i sussulti del decennio precedente modello «Happy Days», il Beat, gli Hippies, il Sessantotto posero le basi anche «teoriche» per l'affermazione di una identità giovanile autonoma che a sé rivendicava apertamente la musica, la politica, il sesso e più in generale una libertà fino ad allora sconociuta (sex & drugs and rock&roll!). Fu quasi una guerra, con molti «eroi» che morivano bruciati prima dei 30 anni (per restare al solo in ambito musicale, ricordiamo Jimi Hendrix , Janis Joplin, Jim Morrison, Brian Jones: sarà la maledizione della «J»?) e altri che nei decenni non appaiono molto «cresciuti» (chissà che immagine hanno dei loro nonni i nipotini dei Rolling Stones!).
I bambini di dodici anni in tutto questo discorso probabilmente non c'entrano molto, ma è vero che al giorno d'oggi come non mai la società propone anche a loro il modello vincente di un sesso che semplicemente si spende come una merce tra le tante. Non per essere se stessi, per realizzarsi, stare bene, comunicare, magari perfino incontrare l'amore, ma banalmente per essere ammessi in un mondo che, estremizzando mediaticamente antichi stereotipi, si vuole composto di maschi conquistatori e femmine seducenti. Senza vergogna, senza emozione, perché così fanno tutti, semplicemente. Anche se sappiamo benissimo che non è vero.
Pare che i giovanissimi che fanno sesso precoce il più delle volte non usino precauzioni. Ma non credo che sia perché i profilattici standard sono troppo grandi! A Cuba un paio d'anni fa, durante una festa offerta ai partecipanti del Foro de la Niñez, venivano distribuiti tra i partecipanti opuscoli per la prevenzione dell'AIDS e preservativi. Una normale campagna di informazione, come per la zanzara che diffonde il dengue, o per l'influenza suina. A distribuirli erano bambini, molto soddisfatti nel loro ruolo di informatori. Mi sembra tutto sommato un modo semplice e probabilmente efficace di introdurre certe problematiche e indurre, con naturalezza, fin da piccoli, ad affrontarle in modo corretto.
assurdo ! questo vuol dire violare l infanzia ,perchè alla loro età dovrebbero giocare e non imparare a fare sesso è vergognoso non sono afatto d accordo su questo
Si penso anche io che il modello per bambini sia una trovata pubblicitaria, anche gli altri vanno bene, dato che si srotolano e quindi non è un problema di misure, ma di informazione.
Su questo purtroppo è tabù nelle nostre scuole, preferiamo vedere piccole pance che crescono come cantava Venditti nel banco non ci stanno più.
alle 09:50
sara
il problema è che si vede il sesso come un qualcosa di negativo quando invece è assolutamente naturale. se si accettasse questo ci sarebbero sicuramente meno perversioni. perchè non ci si preoccupa invece della violenza che dilaga?