Alla scoperta del villaggio globale
Galleria della Natura è un sito di operatori naturalisti che hanno base a Brescia e propongono «progetti di educazione ambientale per scuole di ogni ordine e grado». Oggi nella loro pagine è in evidenza una petizione: «Salviamo nonna quercia!», in favore di un albero secolare a Castelvetro Piacentino. «Rischia di essere abbattuta per far posto a una autostrada che taglierà la campagna e attraverserà il Po con un nuovo ponte verso Cremona».
Mi ricordo qualche anno fa, vicino a casa mia, quando stavano rifacendo una strada. C'era un vecchio albero isolato, nodoso e contorto, che in famiglia chiamavamo l'albero delle streghe. Tra i giochi del bimbo piccolo con le montagne di terra e le fughe per campi del gatto, pensavamo proprio che lo avrebbero buttato giù. Invece poi la strada l'hanno fatta girare intorno: di là la via per le auto e di qua la pista ciclabile. E il vecchio albero è rimasto, fiero, nel mezzo!
Forse sono solo parole, ma ci sono modi diversi di agire. Un cambiamento può essere arrogante, violento, quando avviene senza tenere conto delle cose come stanno, l'ambiente naturale, la cultura, la storia, gli affetti del luogo, delle persone. Oppure può essere armonico e «naturale» come la crescita di un organismo vivente, se viceversa si attua con comprensione, conoscenza, amore. Si parla di insediamenti umani che si mangiano le foreste e le coste, di ferrovie e autostrade che tagliano le montagne, ma anche di oggetti reali e virtuali che riempiono le nostre vite, di abitudini, costumi, tradizioni. E' molto diverso se vengono imposti da fuori e sconvolgono, oppure se evolvono, sviluppandosi da ciò che era prima. I cambiamenti violenti fanno male non solo alla natura, ma anche agli umani, donne, uomini, bambini che, dopo, separati da pezzi della loro vita e della loro storia, inevitabilmente si ritrovano più soli.