Alla scoperta del villaggio globale
Il 20 novembre si celebrano i 20 anni della Convenzione dei diritti dell'infanzia. Il documento in realtà fa riferimento a ogni essere umano di età inferiore ai 18 anni e «L'UNICEF Italia sottolinea che sarebbe preferibile tradurre il termine inglese "child", anziché con "fanciullo", con "bambino, ragazzo e adolescente"».
Dal 20 al 22 a Milano, a Palazzo Marino - come ricordato anche dal Serpente di Galeno, dove sono bene elencati i terribili numeri dei diritti negati dell'infanzia - a conclusione della campagna mondiale contro l'abuso sui minori, l'associazione Terres des hommes presenta «Unchildren », una mostra itinerante che toccherà durante il 2010 diverse città d'Italia. L'autrice, Stefania Spanò, dichiara «Da bambina le mie nonne mi sorridevano e mi preparavano i biscotti. Ogni persona adulta ha diritto di essere stato un bambino».
Quando si parla di diritti dell'infanzia negati, facilmente siamo portati a scaricarci la coscienza pensando che il problema riguardi essenzialmente altri paesi e altre latitudini, che conoscono la fame e la guerra, oppure, sul nostro territorio, comunità marginali di immigrati, nomadi, fuorilegge che sfruttano i bambini obbligandoli a lavorare, rubare, prostituirsi. Purtroppo, le cifre dicono che le violenze sui bambini si verificano ovunque, e la maggior parte proprio nell'ambiente che dovrebbe essere il più sicuro e protetto: nelle case, da parte dei familiari o delle persone che abitualmente li frequentano. Mentre fuori, la società civile è sempre più una società dell'immagine, sfigurata dalla dittatura del mercato che tende a trasformare tutti da cittadini in consumatori , dove è quasi impossibile per i bambini individuare i modelli adulti necessari per diventare grandi (calciatori? veline?). E forse, molti di loro non diventeranno mai grandi...